MECÒ E IL SUO CLAN DEI BELLI DENTRO

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Ovvi vi presentiamo un grande intrattenitore marchigiano, Marco Meconi, conosciuto anche come Mecò, frontman dello scatenato gruppo musicale Mecò e Il Clan dei belli dentro. Questa band si è fatta conoscere per i suoi spettacoli energici e scatenati e dall’anno della fondazione, il lontano 2009, il gruppo ha notevolmente accresciuto il numero dei suoi fan anche grazie all’enorme carisma del loro cantante Marco Meconi. Nonostante il look possa trarre in inganno, qua non ci troviamo dinnanzi a un imitatore di Elvis. Certo, i fan di Elvis Presley o Adriano Celentano sicuramente rivedranno in lui alcuni dei modi di questi due giganti musicali, ma l’osservatore attento scorgerà di più. Di certo Marco e la sua band omaggiano con i le loro performance un’era che non c’è più e i grandi intrattenitori del passato, ma lo fanno in vera chiave rurale marchigiana.

Mecò e Il Clan hanno recentemente pubblicato il loro primo album e sono in attesa della fine delle restrizioni anti-Covid per poter tornare sul palco. Nel frattempo, il frontman fa del suo meglio per intrattenerci in remoto grazie ai social media ed è in remoto che ci ha raccontato di sé, del suo gruppo e dei progetti futuri.

Quali sono i tuoi primi ricordi sulla musica e sul canto?     

I miei primi passi nel mondo della musica li ho mossi da piccolissimo in chiesa. Oltre al canto mi occupavo anche della parte strumentale, suonavo le percussioni e a volte il cembalo. In un piccolo paese di provincia queste sono attività che aiutano a socializzare e a fare gruppo quindi, seppur sicuramente mi hanno trasmesso il feeling per il ritmo e avvicinato alla musica, si è trattato solo di un incipit musicale perché poi, a spingermi verso un impegno più serio, sono state altre esperienze.

Chi ti ha ispirato a cantare?

Per l’appunto l’avvicinamento al canto e al desiderio di esprimermi con questo mezzo artistico è arrivato la prima volta che ho ascoltato il mio mito, Adriano Celentano in cassetta. Ancora ricordo di essere rimasto colpito da “L’emozione non ha voce”! Da Celentano sono poi passato al Re, Elvis Presley. Questi due artisti sono tutt’ora i miei preferiti e restando gli artefici del mio percorso musicale.

Come descriveresti la musica che fai?

La descriverei come energica, coinvolgente, provocatoria e, sotto certi punti di vista, anche sensuale. In poche parola si tratta di rock ‘n roll duro e puro!

Qual è il tuo processo creativo?

Per quanto riguarda le cover vado molto a sentimento: infatti amo interpretare principalmente canzoni che mi colpiscono sì a livello musicale, ma anche a livello emotivo. Dopo aver selezionato il brano, lo studio approfonditamente e cerco di dargli un’interpretazione molto personale. Per quanto riguarda invece le canzoni originali del gruppo parto sempre da una ricerca melodica e poi, una volta trovata e anche ispirandomi ad altri brani, aggiungo i testi che si ispirano sempre a momenti vissuti realmente. Prendo sempre spunto dalla vita reale.

Che tipo di cantante pensi di essere?

A questa domanda dovrebbe rispondere chi assiste ai miei concerti! Mi piace definirmi poliedrico perché comunque il mio timbro vocale è quello di un baritono che mi permette di collocarmi su più fasce di generi che comprendono rock ‘n roll, il country, la musica leggera italiana e il blues.

Per quanto riguarda il genere musicale in sé penso di essere abbastanza fuori moda perché mi occupo di musica che è stata molto popolare oltre 50 anni fa! Non si tratta però di un semplice revival: cerco di reinterpretare queste vibrazioni un po’ retrò in chiave moderna e questo mi consente di conquistare sia un pubblico anagraficamente più adulto, che le nuove generazioni che comunque si divertono molto ai miei concerti.

Qual è stato il più bello show musicale della tua carriera fino ad oggi?

Ce ne sono molti perché ogni concerto ha un’energia particolare e una storia a sé. Uno di quelli che ricordo con più affetto è la presentazione del primo album con il mio gruppo a Pasqua del 2015. Altri eventi musicali che ci hanno dato soddisfazioni sono stati la vittoria del contest Tour Music Fest a Roma nel 2016. È stata molto significativa anche la partecipazione a Sanremo Rock con un’esperienza a Sanremo di una settimana.

Durante la quarantena hai suonato più volte dal tuo balcone per i tuoi vicini. Ci racconti un po come è andata?

Sì, in un momento così delicato, triste e incerto per l’Italia ho pensato di dare un po’ di allegria ai vicini di casa suonando dal balcone di trasmettere le mie performance diretta sui social in modo che anche i miei follower potessero seguirmi da lontano. C’è stato un riscontro positivo da parte di tutti ed è stato apprezzato il desiderio di mantenere il legame con i fan lontani che purtroppo, per ovvie ragioni, erano chiusi in casa.

Si dice che le Marche siano una regione molto socievole, sei d’accordo?

Sì, sono totalmente d’accordo. Ritengo noi marchigiani gente socievole e accogliente nei confronti di coloro che vengono a scoprire la nostra terra. Cerchiamo sempre di essere ospitali e di offrire il meglio. Poi bisogna aggiungere che, come sanno tutti, la nostra regione è ben nota per essere l’unica regione plurale d’Italia e non solo nel nome: di fatto le Marche sono formate da una miriade di piccole realtà. Viaggiare nelle Marche è sempre una scoperta anche per chi, come me, ci vive da sempre. Il bello è che in ogni posto in cui si va ci si rende conto di quanta bellezza sia racchiusa in queste terre e nelle persone che le abitano.

Nelle Marche c’è una bella scena musicale con molti gruppi emergenti. Cosa contraddistingue la musica che si fa nelle Marche, seconde te?

Nelle Marche ci sono molte associazioni che incoraggiano l’aggregazione e mettono a disposizione sale prove e progetti musicali. Nelle Marche non ci sono grandi città e centri urbani, quindi la musica marchigiana è soprattutto pensata per godere del territorio con serate di allegria e divertimento, di solito accompagnate da ottimo vino a fiumi!

Quali sono altri gruppi marchigiani da tenere d’occhio?

Posso suggerire Gli amici dello Zio Pecos con cui feci la mia prima interpretazione live sul palco prima di avere il mio gruppo, poi posso consigliare nelle zone di Pesaro Il diavolo e l’acquasanta.

Di chi ti piacerebbe essere il gruppo spalla?

Adriano Celentano, senza dubbio. Lui purtroppo non si esibisce più dal vivo, ma mi accontenterei anche di partecipare ad un suo programma televisivo, sarebbe la realizzazione di un sogno. Un altro grande artista che stimo molto è Zucchero. Adorerei anche condividere il palco con Bobby Solo che ho già visto live, un grande artista blues e rock ‘n roll.

Hai novità da darci sul tuo gruppo Mecò e il Clan dei Belli Dentro?

Sì, con il Clan ci sono sempre novità: il nostro ultimo disco è ormai completo. Abbiamo dovuto rallentare la produzione a causa del virus ma siamo in procinto di far uscire il primo singolo che si potrà ascoltare dal primo maggio con tanto di videoclip animato. Il brano si intitola Viaggio e dà il nome all’intero album. Nei prossimi mesi lanceremo anche altri singoli quindi vi consiglio di seguirci.

Se vogliamo venirti a vedere, come ti troviamo?

Potete seguirci appunto nella pagina Facebook “Mecò e il clan dei belli dentro” o su Instagram “Mecò e il clan”. Ancora non abbiamo un sito perché siamo molto attivi sui social e non credo ci serva per ora.

Consigli su concerti, eventi  e festival in regione?

Tra gli eventi più interessanti ci sono il Summer Jamboree a Senigallia, il Mind Festival a Montecosaro, Musicultura a Macerata dove vale assolutamente la pena assistere anche all’opera in estate. Poi il Rossini festival a Pesaro. Molto suggestivo anche Risorgimarche con concerti gratuiti di cantanti italiani molto famosi nei prati dei territori di montagna colpiti dal terremoto di qualche anno fa. Ma se si vuole partecipare alla vera vita marchigiana bisogna frequentare le nostre sagre negli splendidi borghi medioevali sempre legati a cibi tradizionali, lì c’è molto da scoprire e da divertirsi in estate ed è facile che vi possiate imbattere anche in un nostro concerto.  

Cosa significa per te essere marchigiano?

Per me essere marchigiano è tutto, in primis l’identità. Considerando che per me la bellezza dell’Italia è ineguagliabile sia per stile di vita che per bellezza naturale di paesaggi, il mare, le colline le montagne, posso affermare che le Marche sono una delle regioni più belle d’Italia. Qua tutta la bellezza d’Italia è concentrata in pochissimi chilometri dove il clima è pure eccezionale. Personalmente sono molto legato alla tradizione e alla cultura rurale da cui provengo che hanno plasmato la mia identità marchigiana.

Qual è la tua top-10 dei posti da visitare in regione?

Grotte di Frasassi, Riviera del Conero, escursioni sui Sibillini, il santuario di Loreto, la casa di Leopardi a Recanati, Urbino e Ascoli (le città più belle), la gola del Furlo, il castello di Gradara e lo splendido Lago di Fiastra dove ho suonato moltissime volte davanti a un pubblico genuino e scatenato.

Hai uno stile abbastanza unico, dove fai shopping per il tuo look?

Per il mio look da diversi anni mi fornisco a un negozio che si trova a Chiaravalle e si chiama Gigolè, nel centro Italia è il più grande e fornito di capi vintage e non solo.

Sui video che posti sui tuoi canali social compare spesso un curioso personaggio, tua nonna Marina. È una cantante? Puoi dirci qualcosa su nonna Marina e il suo rapporto con la tua musica?

No, lei non è una cantante ma una mia fan sfegatata! A dire il vero la cosa che per lei conta di più è che io faccia quello che mi piace quindi sostiene molto la mia carriera musicale. I video con lei ospite li pubblico perché mostrano un lato simpatico di quello che faccio: nonna, come tante persone nate e cresciute in campagna, ha dei modi buffi e sul web si è conquistata una certa fama ed è molto benvoluta.

Il tuo piatto marchigiano preferito?

Beh, le Marche oltre ad essere bellissime hanno una eccellente qualità culinaria data da leccornie genuine e prodotti ancora come una volta, o quasi. La materia prima qui è eccellente. Essendo un pastaiolo, metto il piatto che mi cucina mia nonna ogni domenica da anni: le tagliatelle fatte a mano con il ragù.

Il tuo ristorante preferito?

Consiglio a tutti quanti la Baita che si trova all’Abbadia di Fiastra, da visitare soprattutto per la location immersa nella natura.

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