LYNETTE HARTLEY: QUANDO UN LUOGO È QUESTIONE DI ISTINTO

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La campagna marchigiana è costellata da tanti piccoli b&b e case vacanze spesso sorti dalle ceneri di edifici che furono un tempo fattorie o fienili. Capita spesso (e ultimamente sempre più) che i nuovi proprietari decidano di trasformarli in alloggi vacanze per i tanti visitatori della regione. Uno di questi posti è Casa Rosa, una ex fattoria nei pressi di Massa Fermana per molto tempo lasciata in stato di abbandono finché 18 anni fa è stata rilevata dalla famiglia Hartley. Oggi Casa Rosa accoglie ogni anno molti ospiti, offrendo a loro la possibilità di rilassarsi, frequentare corsi di lingua e conoscere le tradizioni locali come imparare a tirare la sfoglia o fare la raccolta delle olive. Negli ultimi anni questo luogo rurale è stato anche teatro di un matrimonio e i proprietari hanno ricavato una suggestiva zona per la cerimonia incastonata tra gli ulivi.

La proprietaria Lynette ci racconta la sua amicizia di vecchia data con le Marche, di come ha scoperto Casa Rosa e cosa le fa tornare regolarmente in questo luogo da quasi 20 anni.

Lynette, puoi raccontarci che cosa ti ha portato nelle Marche?

Io e mio marito David volevamo comprare una casa all’estero e inizialmente avevamo considerato di esplorare l’isola di Gozo nell’arcipelago maltese: purtroppo Gozo non era un posto facile da raggiungere e non c’erano compagnie aeree economiche per cui abbandonammo l’idea. Nello stesso periodo, un nostro amico aveva acquistato una casa nelle Marche e mi aveva parlato benissimo di questa regione d’Italia della quale sapevamo poco o niente. Ero piuttosto curiosa perché non era la prima volta che qualcuno mi parlava delle Marche e la cosa mi incuriosì. Ci decidemmo quindi a prenotare un viaggio con altri due amici e in quell’occasione visitammo diversi ruderi, alcuni dei quali davvero spaventosi! Durante quel primo viaggio rimasi colpita dalla gentilezza delle persone del posto, tutte così cordiali, e dall’atmosfera rilassata in generale che si respirava e che era esattamente quello che cercavamo. Fu un bellissimo primo approccio con questo luogo che ora è una seconda casa, e ricordo chiaramente che allora i campi erano pieni di papaveri.

Quando hai trovato il rudere che è ora Casa Rosa? E perché hai voluto trasformarlo nella vostra seconda casa?

Venti anni, fa, il giorno in cui andammo a visitare quella che sarebbe poi diventata Casa Rosa, era una giornata di maggio insolitamente umida, grigia e nebbiosa. Pioveva a catinelle e dalla strada scorgemmo in lontananza l’ombra sfocata dell’immobile. Il panorama non si vedeva, il che è buffo se si pensa che uno degli aspetti che oggi amiamo di più di questo posto è proprio il bellissimo paesaggio circostante. Nonostante il maltempo, decidemmo di passare dal giardino e quando improvvisamente ci trovammo di fonte al rudere ci sentimmo a casa: è abbastanza irrazionale, ma percepimmo quel luogo come nostro. Il giorno dopo ci tornammo di nuovo e prendemmo la decisione di acquistare lì per lì: la scelta, dettata da cuore e istinto, si rivelò giusta!

Cosa ricordi di quei primi giorni come acquirente e proprietaria di un casale in mezzo alla campagna marchigiana?

Beh, non fu facile. Ci sono davvero molte cose da considerare quando si acquista una proprietà all’estero. In Italia, ad esempio, tutto ciò che riguarda il catasto è molto complicato, quindi all’inizio fu una sfida. È anche importante notare che ciò che sogni di acquistare, non sarà necessariamente tuo, in particolare quando si tratta di terreni limitrofi al tuo, in quanto gli agricoltori che possiedono terre confinanti con la tua, hanno il diritto di prelazione fino a diciotto mesi dopo l’acquisto. Consiglio a chi sta considerando di comprare casa in Italia di affidarsi a geometri e commercialisti seri per tutte le questioni burocratiche, in quanto in Italia vigono regole molto diverse da quelle degli altri paesi e spesso si prendono delle cantonate!

Cos’è che ti ha fatto innamorare di Massa Fermana e dei borghi vicino a Casa Rosa?

Massa Fermana è il paese più vicino a Casa Rosa: è adorabile, ma non c’è molto quindi per le esigenze quotidiane e i servizi di prima necessità facciamo riferimento a Montappone, in realtà comunque poco distante da casa. Passiamo molto tempo a Montappone perché qua c’è tutto: servizi di ogni tipo, gente simpatica e, soprattutto, un bar ben fornito! Poi, aspetto non meno importante, questa è la capitale italiana del cappello: molti dei cappelli in commercio nelle Marche, in Italia (ma spesso anche all’estero) vengono fatti proprio qua. C’è un fantastico Museo del Cappello proprio in centro che vi consiglio di visitare.

Avete degli amici in zona?

Si, ora ne abbiamo diversi. I primi tempi eravamo molto determinati a fare amicizia per cui ci mettemmo in testa di fare colazione al bar ogni singola mattina nella speranza di conoscere la gente del posto e così fu: pian piano conoscemmo tutti gli abitanti del paese, la forza lavoro locale, gli idraulici, i falegnami, gli elettricisti e gli albergatori che ora consideriamo amici. Ci avvalemmo di maestranze locali per fare i lavori perché ci tenevamo a sostenere l’economia della zona e soprattutto ad approfittare della grande rete di artigiani presenti in questa provincia. Considera che il fabbro di Montappone ha persino lavorato per il Vaticano!

Durante quel primo periodo incontrammo persone adorabili e accoglienti e questo confermò la nostra intuizione iniziale, ovvero che questo posto era per noi era una seconda casa. La vera fortuna (della quale inizialmente non ci eravamo neanche resi conto) è abitare vicino al paese con i servizi e le persone, molte delle quali ora nostre amiche.

Immagino che dopo 20 anni di assidua frequentazione delle Marche tu abbia potuto assistere a tanti cambiamenti. Pensi che la regione sia più allettante per i turisti ora rispetto quando l’hai visitata per la prima volta?

Assolutamente si: le Marche si sono davvero evolute in fatto di turismo, in particolare quello internazionale e negli ultimi 19 anni abbiamo davvero assistito a molti cambiamenti. Durante i primi anni a Casa Rosa c’era solo un’altra coppia straniera in zona. Poi nel tempo sono aumentati i B&B, i ristoranti, gli hotel e i servizi sono migliorati. Questo ha attirato i turisti e si è messo in moto un ingranaggio virtuoso che ha dato i suoi frutti. Sono arrivati più visitatori, sono stati acquistati più ruderi e di questo movimento hanno beneficiato tutti. La Regione poi negli ultimi anni ha investito molto nella pubblicità per le Marche in generale, ma anche per le singole province. Ci sono alcuni bellissimi video promozionali che catturano davvero l’immaginario del futuro visitatore in quanto traspare in maniera efficace quanto sia speciale questa regione.

Quali luoghi consigli di visitare ai tuoi ospiti e agli amici che vengono a trovarti?

Nel corso degli anni abbiamo avuto modo di visitare tanti posti fantastici. I Monti Sibillini sono un parco nazionale che lascia senza fiato. Visitiamo spesso Visso, anche se dal terremoto le cose sono cambiate parecchio.

Amiamo molto le Grotte di Frasassi e anche l’incredibile e non troppo conosciuta biblioteca di Macerata merita una visita. Amiamo molto il bellissimo “teatro” di Macerata, lo Sferisterio, che è completamente all’aperto. Dalla zona di Montappone si raggiunge poi facilmente l’Umbria: consiglio di visitare l’altopiano di Castelluccio, confinante con le Marche, e la città di Assisi.

Casa Rosa è posizionata in una posizione tranquilla e rurale. Cosa c’è di così speciale?

Questo colle che guarda oltre la valle è per me magico. Quando abbiamo comprato la casa abbiamo anche ereditato un frutteto e molti ulivi e passiamo molto tempo ad accudire gli alberi. Tre anni fa poi abbiamo ospitato qua il matrimonio di nostra figlia Kate, che era determinata a sposarsi in questo luogo a tutti noi caro. L’area alla fine dell’uliveto era piuttosto scoscesa, ma abbiamo spianato la collina e creato dei terrazzamenti, costruendo un piccolo anfiteatro ha consentito agli ospiti di godersi la cerimonia.

Si è trattato di una decisione piuttosto impegnativa sotto molti punti di vista.

Si, la costruzione dell’anfiteatro stesso è stata una bella sfida! Abbiamo coinvolto amici e parenti per darci una mano e camion scavatori di un’impresa locale! Si è trattato di livellare un terreno scosceso che con le piogge primaverili si trasformava spesso in un lago di fango! Chi ha avuto esperienze simili, sa bene che salta fuori molta più terra di quanta se ne possa immaginare! Poi abbiamo ricoperto i terrazzamenti di erba in vista del matrimonio e all’inizio era preoccupatissima perché non cresceva nulla, mentre poi, pian piano, tutto ha preso forma e la zona è diventata rigogliosa e bellissima.

Il matrimonio è stato un enorme successo e lo si capisce dalle foto che ho visto. Hai lavorato con i fornitori locali?

Sì, ci siamo affidati a fornitori locali. Il vino proveniva dalla cantina Murola, i copricapo e i fiori di Kate sono stati realizzati dalla fioraia di zona e pure il catering, Gazzani, è di Civitanova. Il planning e il coordinamento è stato curato da Merry Le Marche, le foto le ha scattate il formidabile duo FrancescaFrancesca e la scatenata band che ci ha intrattenuti per ore è Meco e il Clan dei belli dentro di Tolentino, seguita dal DJ locale Pasquale Apicella. Il prete di Montappone ci ha pure prestato le panche della chiesa per la cerimonia!

Gli ospiti sono venuti da 11 paesi diversi e tutti hanno avuto modo di conoscere e vivere questa meravigliosa regione e le sue tradizioni artigianali: è stato davvero speciale.

Lo stile di vita del fermano ti ha fatto riflettere sul tuo modo di vivere?

Certo! Da britannici ci siamo resi conto sin da subito che dovevamo fare un passo indietro e adeguarci agli usi e costumi locali. Anche se le cose qua nel fermano vengono fatte più lentamente, alla fine vengono fatte, e pure molto bene. Una cosa che abbiamo imparato nel corso degli anni e trascorrendo molto tempo con la gente del posto, è che la perfezione richiede tempo. E il bello è proprio questo. Domani non significa necessariamente domani, si tratta di un futuro un po’ prossimo, ma alla fine quel domani arriva per cui nel frattempo meglio rilassarsi, godersi l’oggi e lasciare che le cose avvengano da sé.

Che specialità gastronomica consigli di assaggiare? E c’è un ristorante che ami particolarmente?

Adoro l’oliva ascolana! Il nostro ristorante preferito è La Carovana a Montappone e lì le fanno in casa e sono buonissime. Amiamo trascorrere le nostre serate a La Carovana, che è pure stato recensito dal New York Times. Nel corso degli anni abbiamo festeggiato lì tanti compleanni e più recentemente abbiamo organizzato la cena pre e post matrimonio di nostra figlia. Spesso ci prendiamo un asporto e il venerdì prenotiamo sempre perché cucinano il pesce: qua ho mangiato i calamari più buoni del mondo! Il ristorante è a conduzione familiare e negli ultimi anni hanno anche aperto un boutique hotel con 12 camere da letto nel centro storico del borgo, Palazzo Riccucci. Il panorama è assolutamente mozzafiato.

Hai una lista di luoghi che vuoi esplorare nelle Marche e oltre?

Sì, ed è infinita. Urbino è incredibile e non mi stanco mai di andarci. Mi piacerebbe visitare la Puglia ma alla fine non ci andiamo mai perché finiamo sempre per scoprire angoli nascosti delle Marche. Recentemente ad esempio i nostri vicini ci hanno portato a San Benedetto del Tronto per cena a Castello, il grazioso centro storico nella parte alta della città: è bellissimo e meriterà un’altra visita. Abbiamo anche visitato Torre di Palme per un concerto all’aperto e anche questo borgo ci ha molto entusiasmato.

Qual è il tuo periodo dell’anno che ami di più a Casa Rosa?

Maggio, il mese del mio compleanno. I papaveri sono tutti in fiore, i nostri alberi sono carichi di ciliegie e non fa troppo caldo. Poi viene ottobre perché facciamo la raccolta delle olive.

Che consiglio avresti voluto ricevere quando hai iniziato la tua avventura nelle Marche? 

Come accennavo sopra, di non prendere troppo alla lettera il concetto di tempo. All’inizio quando ristrutturavamo casa venivo spesso in Italia per monitorare i lavori ed era estremamente frustrante! Spesso mi disperavo per la lentezza della burocrazia e del progredire delle cose. Poi pian piano tutto si è aggiustato, si è trattato solo di seguire un orologio diverso!

Cosa diresti a coloro che vogliono trasferirsi nella regione?

Informatevi bene su questo posto e preparatevi ad abbracciare gli usi locali. C’è chi si trasferisce in Italia e non fa il minimo sforzo per imparare la lingua o fare amicizia con le persone del posto e prima o poi questi ultimi tendono a risentirsi.

Poi considerate che farsi degli amici richiede tempo. Noi siamo stati accolti nelle case delle persone del posto a cena, ma non capita sempre con gli stranieri: ci vuole un po’ di impegno.

Il consiglio che mi sento di dare è di lasciarsi per quel che si può la propria nazionalità alle spalle, assieme alle aspettative. Lasciatevi ammaliare dai modi locali e tutto andrà bene.

Faccio sempre questa domanda e mi piacerebbe conoscere la tua opinione. Si dice che le Marche siano una delle regioni più socievoli d’Italia, sei d’accordo?

Sì! Non solo i Marchigiani sono davvero cordiali, ma amano anche celebrare la loro regione e il territorio. Qua in zona ci sono molti concerti musicali durante l’estate, sagre, Festival del Cappello, i fuochi d’artificio. Tutti i borghi hanno i loro eventi speciali che celebrano qualcosa di importante in quella zona, come una specialità enogastronomica locale o un prodotto artigianale. La cosa che amo è che ci vanno tutti, dai grandi ai piccini, e tutti si divertono e abbracciano le tradizioni. Montappone ha molte piccole attività ed è piena di vita.

I nostri ospiti si trovano sempre bene e ogni volta dicono che non se ne vorrebbero andare più.

Se sei interessato a soggiornare o organizzare un piccolo evento a Casa Rosa, visita il sito web, o contatta Lynette direttamente via la pagina InstagramFacebook.

Foto FrancescaFrancesca e Marco Biancucci.